Avendo a disposizione l’elenco delle opzioni strategiche identificate e valutate nella fase precedente in termini di investimenti e ritorni attesi, si procede ad immaginare possibili loro combinazione, soprattutto di quelle che risultano più profittevoli, fatte compatibilmente col livello di investimento che richiederebbero, che deve rimanere nel limite imposto dalla proprietà aziendale. Preferibilmente si combinano se presentano tangibili sinergie.
Si capisce che in tal modo si abbozzano più ipotesi di piano strategico. Ciascuno di essi si caratterizzerà, tra l’altro, per gli investimenti richiesti e per i ritorni prospettati. Tra tutte le combinazioni realizzate, tipicamente si sceglierà quella che si prospetta col maggiore ritorno. Se approvato, quello diventa il piano strategico. Naturalmente dovrà essere poi articolato nel budget dell’anno successivo che conterrà anche i progetti che tradurranno le opzioni strategiche in termini concreti e che bisognerà porre in essere, controllare etc..
Con cadenza periodica di dovrà fare il punto sull’avanzamento del piano. Comunque, in genere il giro della pianificazione strategica si ripete ogni anno, rivedendo tutto dall’inizio.